Articoli dell'ultimo numero.

Tutti possiamo costr

tutti possiamo costruire la pace

Nel corso della mia infanzia, la guerra mi è sempre sembrata una realtà lontana, qualcosa che il mondo era riuscito a debellare. Diventata più grande, ho compreso che non è così: è una situazione in cui sono costrette a vivere tantissime persone, ed ogni anno il loro numero, sfortunatamente, aumenta.   La guerra sta diventando sempre più presente anche nelle nostre vite. La domanda che sempre più spesso mi pongo è: può un piccolo gruppo di persone, quali i leader politici, decidere della vita di milioni di persone? Per la maggior parte, la risposta è ovviamente negativa. Il problema è che pochissimi ne prendono atto e cercano di cambiare una realtà dove è presente la guerra.  Tra le personalità in questione ci sono Luca Attanasio e Gino Strada.  Luca Attanasio è stato ambasciatore italiano in Congo, morto il 22 febbraio 2021 a causa di un agguato, mentre si trovava in missione con un convoglio del Programma Alimentare Mondiale [Per un approfondimento ulteriore sulla sua figura, si veda anche l’articolo successivo del giornalino] A scuola abbiamo ascoltato una recente intervista alla moglie, nella quale lei ha ricordato con grande commozione il marito e la sua devozione nell’aiutare il prossimo. Infatti, egli aveva scelto di occuparsi delle persone e delle loro storie, oltre che alle scartoffie d’ufficio. Andava tra le persone e ascoltava tutto ciò che avevano da…

“Lontano dagli altri

“lontano dagli altri, vicino a noi stessi” 

“Rivoluzione Z”.  Due parole così, apparentemente innocenti, ma che, anche senza un particolare contesto o una specifica situazione, iniziano ad innescare un flusso di pensieri e concetti nella mente di chiunque.  Recentemente mi è capitato di leggere un libro assegnatoci dalla nostra professoressa, proprio con questo titolo. I temi trattati sono molteplici, alcuni più importanti altri meno, e lo scopo della narrazione sembra essere quello di dare una spinta ai giovani a non abbattersi. Non abbattersi davanti ai pregiudizi.  Uno spunto semplice, genuino, ma che nasconde in sé tantissime sfaccettature che rende (forse) impossibile la sua realizzazione. Rimanere impassibili davanti a pregiudizi, etichette, un mondo in continua evoluzione, aspettative e pressioni da parte di chiunque sembra impossibile. E’ impossibile.   Questo porta i ragazzi a chiudersi in se stessi, a non parlarne, perchè “tanto non cambierebbe nulla.” I problemi da adolescente medio vengono trascurati, non ascoltati, è normale averli e prima o poi scompariranno. Forse.  Potrei stare qui ore ad elencare semplici difficoltà che ogni giorno ingolfano la mente di qualunque ragazzo, ma toccherò un solo tema: la solitudine.  Se ne parla poco e raramente: come ci si può sentire soli se  con un semplice messaggio possiamo parlare con amici, coetanei, conoscenti o sconosciuti che abitano nella nostra stessa città o magari dall’altra parte del mondo? Come ci si può sentire soli se ogni giorno ci troviamo in ambiti in cui siamo spronati a socializzare, banalmente a scuola, in palestra, sul pullman o in qualsiasi attività extrascolastica?  Penso che il concetto di solitudine vada rivisto, perché sì, è possibile sentirsi soli anche se si è costantemente circondati da persone. Magari sul pullman parli con…