“Dai tempo al tempo”. Questo è ciò che ci ripetono di continuo le persone attorno a noi, ciò che ormai crediamo sia normale, la giustificazione a tutto ciò che ci capita ogni giorno e che non va come vorremmo. Questo è ciò che ci viene detto dalla gente se andiamo troppo di fretta: “Aspetta che, prima o poi, quello che desideri accadrà”. Sembra quasi la favola raccontata ai bambini prima della buonanotte. Quelle stesse persone che ti dicono così, sono quelle che poi, se anche solo fai un passo falso e rimani indietro, continuano a camminare senza più calcolarti, lasciandoti a brancolare nel buio: “Avresti dovuto pensare meno a divertirti, e più a pianificare il futuro” è la loro risposta.
Dobbiamo fare tutto con calma, assaporare ogni momento, viverlo nel giusto modo, non pensare troppo avanti; ma, allo stesso tempo, se non abbiamo le idee chiare su ciò che sta per succedere, o se non sappiamo cosa vogliamo fare del nostro futuro e come pensiamo di vivere la nostra vita, siamo automaticamente indietro, di meno per la società. Se non riusciamo a prevedere con esattezza il nostro futuro e ogni suo minimo dettaglio, secondo le altre persone stiamo sbagliando tutto, non abbiamo le giuste carte in tavola per realizzare i nostri sogni, e non siamo all’altezza degli standard assurdi del giorno d’oggi. Ma se non “viviamo il momento”, veniamo catalogati come noiosi e pedanti.
Insomma, una vera e propria contraddizione.
Tutti sono pronti, in qualsiasi momento, a giudicare come usiamo il nostro tempo: se stiamo al telefono, veniamo subito etichettati come giovani senza passioni, attirati dagli schermi come cagnolini buoni e bravi al guinzaglio dell’algoritmo, senza voglia di studiare o lavorare. Ci puntano il dito contro, accusandoci di pigrizia e svogliatezza, di buttare via il nostro tempo. Se invece alziamo la testa e guardiamo avanti, oltre l’orizzonte, e cerchiamo di costruirci delle basi solide per un futuro soddisfacente, lavorando sodo ogni giorno, ci deridono, perché stiamo sprecando i nostri anni migliori, quelli della gioventù.
Ciò che queste persone non capiscono, è che il tempo non è un qualcosa di controllabile. Non possiamo decidere quanti anni vivere, e nemmeno in che momenti dovremmo essere felici e goderci le cose belle della vita o invece metterci a lavorare per il nostro futuro. Non abbiamo un orologio che scandisce i secondi della nostra vita, da mettere in pausa nei momenti difficili per riprendere fiato, o da rallentare per vivere eternamente i piccoli attimi di felicità che illuminano la nostra quotidianità.
Abbiamo così poco tempo a disposizione, che diamo ogni cosa per scontata, senza pensare che magari il giorno dopo, o addirittura tra qualche istante, tutto potrebbe essere finito. Passiamo ore intere a pensare e ripensare al passato, agli errori che abbiamo fatto e a come avremmo potuto evitarli, oppure al futuro che ancora deve avverarsi, illusi del fatto che se ci concentriamo sul programmare ogni cosa nel minimo dettaglio, avremo la nostra vita sotto controllo.
Turbini di pensieri che dall’alba al tramonto ci ingarbugliano la mente, portandoci a vivere male anche momenti che invece avremmo dovuto goderci.
È davvero così importante rispettare il ritmo di vita dettato dagli standard della società? Dobbiamo per forza adattarci agli altri per vivere la nostra vita?
A volte, basterebbe solo lasciarsi andare, fregarsene di tutto quello che le altre persone ci dicono alle spalle, prendere il primo treno che passa alla stazione e scomparire per qualche mese. Fermarsi, alzare la testa dalla scrivania e guardare il bellissimo tramonto fuori dalla finestra dell’ufficio. Sorridere a quel bimbo che fa “ciao ciao” con la mano mentre attraversa le strisce. Spegnere il telefono e alzare lo sguardo, uscire con i propri amici.
La vita è troppo bella per fare caso a quello che ci dicono gli altri su come la viviamo. È troppo breve per costruire nella nostra testa ingranaggi di paranoie, di “e se…”, di “ma”, e di qualsiasi altra giustificazione che ci blocca dal vivere come abbiamo bisogno, non come ce lo impongono gli altri.
Perciò lavora sul tuo futuro; fai quella cosa che ti sembra impossibile; parti per quel viaggio; lascia andare quella persona tossica. Fai il possibile per essere felice, vivi il tempo limitato che hai a disposizione come se “ogni giorno fosse l’ultimo”, cercando di assaporare anche il più piccolo ed insignificante secondo della giornata.
Perché quanti anni vivrai non puoi sceglierlo, ma come li vivrai sì. E allora vuoi davvero sacrificare la tua vita per seguire le opinioni di qualcun altro? Io non credo.
Longoni Chiara, 2BLS

