apriamo gli occhi! il caso della commissione di vigilanza rai

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“La Rai non può fare a meno della Vigilanza. Senza la Commissione parlamentare di indirizzo, bloccata da oltre un anno, la Rai di oggi non risponde correttamente al ruolo di Servizio pubblico a cui è chiamata.  

Anche nella gestione delle relazioni sindacali l’azienda utilizza in maniera arbitraria poteri di accreditamento che le norme non le concedono e tuttavia nulla accade, anche perché nessun organismo esercita quelle funzioni di vigilanza che la legge attribuisce al Parlamento.  

Usigrai esprime a voi cittadini e alle forze sociali le sue forti preoccupazioni anche in relazione alla gestione dell’informazione in vista del prossimo referendum costituzionale sulla giustizia.”  

  

Con questo comunicato il 10 gennaio 2026 la USIGRai (Unione Sindacale Giornalisti Rai) ha voluto mettere al corrente la popolazione italiana di un problema, alla maggioranza dei comuni cittadini praticamente sconosciuto.  

Ma cosa significa? Non tutti sanno che la Rai, la televisione di Stato, ossia mezzo di informazione che ha a carico un’importantissima responsabilità, essendo per l’appunto la via ufficiale della comunicazione dello Stato, è da sempre controllata da un organo di Vigilanza.  

La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (comunemente nota come Commissione di Vigilanza Rai o Vigilanza Rai) è una commissione bicamerale, cioè formata da membri di entrambe le camere, che si occupa di controllare e decidere tutto ciò che viene mandato in onda, in modo da renderlo politicamente neutro, senza ricadere sotto l’influenza di un partito politico o di un altro.  

Da qualche tempo però, come sottolinea questo comunicato, la Vigilanza non è più attiva e dunque l’informazione che giunge a noi non è più un’informazione libera, ma con contaminazioni politiche e indirizzata verso un particolare orientamento.  

Alla nascita di questa commissione, nel 1974, la Corte costituzionale volle sottolineare l’importanza della Rai come strumento che diffondesse opinioni, punti di vista vari e opposti, in modo che potessero essere rappresentati tutti i cittadini, compresi coloro che non avevano votato per il partito vincente.  

Ma perché la vigilanza non è attiva? E quali sono le conseguenze concrete?  

Da oltre un anno la Commissione è paralizzata, bloccata da conflitti politici legati alla nomina e alla ratifica del presidente del Consiglio di Amministrazione della Rai. Sono proprio questi conflitti a provocare la mancata elezione di un rappresentante in quanto non si riesca a raggiungere il numero minimo per l’elezione.   

Per quanto riguarda le conseguenze, esse sono più prossime di quanto si creda: il timore è grande, anche in vista del referendum che ci sarà a breve. Il rischio consisterebbe nella diffusione di punti di vista a livello nazionale che non presentano tutte le varietà di pensiero, bensì uno sbilanciamento verso le posizioni dell’attuale governo, dell potere esecutivo, che in questo momento va a colmare la lacuna lasciata dall’organo di vigilanza.  

Vogliamo dunque sottolineare che abbiamo scelto di parlare di questo argomento non tanto per schierarci, ma per presentare a tutti un pericolo al quale saremmo quotidianamente e inconsapevolmente esposti se non usassimo il nostro senso critico: crediamo infatti sia molto importante essere a conoscenza di eventi che accadono sotto i nostri occhi, dei quali però troppo poco spesso ci accorgiamo.  

Beatrice Bargigli, Elena Corti 3BLS