dantedì: secoli diversi, animi simili 

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Uno sguardo sul mondo

04 maggio 2026

Il 20 marzo, alle 20:45, io e la mia compagna Martina abbiamo partecipato, insieme ad altri ragazzi dell‘istituto, ad un incontro organizzato da alcuni docenti del Bachelet in collaborazione con la biblioteca di Costa Masnaga per celebrare il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. È un giorno normalmente celebrato il 25 marzo di ogni anno, perché secondo gli studiosi è in questa data del 1300 che il sommo poeta ha inizio il suo viaggio immaginario nell’aldilà, narrato nella Divina Commedia. La data per celebrare il padre della lingua italiana fu istituita dal Consiglio dei Ministri nel 2020.  

Abbiamo partecipato insieme a coetanei e studenti di un anno più piccoli, che sono stati in grado di mettersi, come noi, in gioco. L’incontro si basava sull’esposizione da parte di noi studenti di aspetti relativi alla Divina Commedia che ci sono rimasti particolarmente impressi.  

Durante i giorni precedenti la serata, i nostri professori ci hanno sostenuto, proprio come le guide di Dante nel corso delle cantiche. 

Infatti, nel caso mio e di Martina, siamo state aiutate dalla prof.ssa Villa e dalla prof.ssa Terenghi.  

Loro ci hanno reindirizzato, facendoci capire quanto questo momento dovesse essere nostro. Se, infatti, ci è prima venuto naturale stendere un testo di tipo unicamente informativo, ci hanno aiutato a capire che dovevamo condividere quanto Dante aveva dato a noi. Grazie a loro siamo state in grado di fare uso di quanto appreso nei gironi dell’Inferno, nelle cornici del Purgatorio e nei cieli del Paradiso.  

Come Dante, siamo giunte a trovare al centro del progetto noi stesse; come lui guardando verso Dio vede riflessa la propria immagine, allo stesso modo, immergendoci a fondo nella sua opera, siamo riuscite a tirare fuori ciò che di profondamente nostro racchiudeva. 

Per quanto riguarda Martina, lei è rimasta particolarmente colpita dal primo canto del Purgatorio. L’ha rassicurata giungere finalmente in un luogo dove regna la speranza. Lei stessa ha, infatti, sperato in una buona riuscita dell’esposizione, trovandola infine liberatoria. Quindi non si trattava solamente di recitare qualche verso, no, ma di attualizzare temi così ben espressi da quest’opera che ci arriva da un passato lontano. È ciò che ho tentato di fare anch’io. 

Io mi sono concentrata sul rapporto tra Dante e la sua prima guida, il celebre poeta latino Virgilio. Un rapporto che va dall’essere reverenziale all’essere paragonabile a quello tra un padre e un figlio. Dante arriva a provare sincero affetto nei confronti del suo maestro, ed è per questo che il loro addio è tanto doloroso. Un addio che non è neppure coronato da un vero e proprio saluto; una volta incontrata Beatrice nel Paradiso Terrestre, Dante si aspetta di trovarselo alle proprie spalle e rimane spiacevolmente sorpreso nello scoprire che non c’è più. È tornato dove deve, nel Limbo. 

E allora il momento di maggiore gioia si sovrappone a quello di più immenso dolore. Perdere Virgilio fa ancora più male che il dolore causato dal peccato originale. Fa più male di ogni cosa e la sofferenza che traspare è reale e sincera. 

Perché, per quanto un rapporto possa rappresentare il passato, è sempre difficile metterci una pietra sopra. Mi è capitato innumerevoli volte di desiderare un qualcosa che non mi è però più necessario. Mi affeziono, per esempio, agli oggetti, anche quando si rompono. Anche quando qualcosa non funziona più mi dimostro non disposta a lasciarla andare. 

Dante non era pronto a salutare Virgilio, compagno, maestro, padre. Noi non siamo sempre pronti ad andare avanti, ma è necessario. È il passo più importante per spiccare il volo e volare più in alto. 

Così come agli altri ragazzi, questo percorso ci ha arricchite e ci ha permesso di sperimentare il nuovo. Un’esperienza sicuramente riproponibile e necessaria per far capire ai ragazzi che, solo perché la Divina Commedia è stata scritta nel quattordicesimo secolo, non significa che non possa trattare temi attuali. 

Chabi Tahisir e Martina Conti 4BLL 

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