catechismo “pre-ado”: un’esperienza formativa

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La casa dei pensieri

08 giugno 2026

Quest’anno il lunedì sera ha assunto per me una connotazione abbastanza particolare: è stato il momento del catechismo. 

All’inizio, quando a me e ad altre ragazze è stato proposto di diventare le catechiste del gruppo dei preadolescenti, sono rimasta abbastanza interdetta: non mi sentivo pronta per svolgere questo compito, ma allo stesso tempo mi allettava molto l’idea di provarci. Così, io ed una mia amica, Elisa, accettammo l’incarico. Insieme progettammo i vari incontri, che comprendevano una parte di riflessione sui valori cristiani e una parte di attività pratica. Poi, quando Elisa è partita per l’erasmus, ho iniziato a gestire il gruppo insieme ad Elena.  

I ragazzi che hanno partecipato agli incontri sono sempre stati molto affiatati tra di loro, perciò non è stato difficile creare fin da subito un ambiente di complicità nel quale ognuno si sentiva libero di esprimere la propria opinione. Anzi, certe volte le idee da condividere erano tante che i ragazzi si sovrapponevano l’uno sull’altro, facendo nascere anche dei piccoli bisticci. Ogni incontro è stato animato da tanto entusiasmo e non mancava mai la voglia sia di mettersi in gioco che di scherzare. Infatti, sono sempre stati tutti molto partecipi, chi con idee un po’ particolari e originali, che sono però sempre state difese con convinzione, chi con pensieri molto precisi e pertinenti all’argomento. Ovviamente, l’inizio della bella stagione ha portato un abbassamento del livello di attenzione, ma tutti hanno continuato a partecipare, anche se a volte con troppa esuberanza. 

Durante il momento dell’attività, successivo alla spiegazione, anche se si generava sempre molta confusione, non sono mai mancate riflessioni profonde, anche dai bambini più inaspettati. 

Il percorso che abbiamo costruito ha permesso ai ragazzi di coltivare una propria moralità e dei propri valori  tramite esempi virtuosi di giovani e attività sulle virtù.  

Questa è stata una delle esperienze più formative che ho compiuto quest’anno, non solo a causa del ruolo che ho svolto come figura di riferimento nei confronti del gruppo, ma soprattutto per ciò che mi ha lasciato dentro: la reale consapevolezza che oltre ai voti e alla scuola c’è molto di più. C’è una realtà nella quale bisogna trovare il proprio posto non solo tramite il successo nella carriera, ma anche compiendo del bene per gli altri. Infatti, io ho cercato di creare un ambiente rilassato nel quale tutti si potessero sentire apprezzati e soprattutto non giudicati, uno spazio in cui fosse piacevole stare. Nonostante ci siano stati momenti di fatica o frustrazione perché i bambini non ascoltavano, sapere di aver acceso in loro valori e comportamenti positivi, ripaga di tutto. Le parole scritte sui cartelloni e nelle attività che abbiamo fatto ne sono un esempio, ma anche le restituzioni che ci hanno dato dopo l’ultimo incontro. 

Quindi, non posso fare altro che ringraziare tutti i preadolescenti del mio gruppo, sia per i bei momenti che abbiamo vissuto insieme, sia per avermi accompagnato nella mia crescita personale. 

Isabella 

Quando a settembre mi era stato proposto di prendere parte alla catechesi dei preadolescenti come figura di catechista, ho riflettuto davvero tanto su questa possibilità: vedevo nel guidare un gruppo di preadolescenti un modo per uscire dalle mie abitudini e lanciarmi in qualcosa di nuovo; d’altro canto però temevo che non sarei stata in grado di gestire a livello organizzativo questo grande impegno. Inizialmente dunque ho scelto di declinare l’offerta. Con l’avvento del nuovo anno e la partenza di Elisa, ho finalmente rivisto la mia decisione e ho iniziato con Isabella il catechismo del lunedì sera. Al primo impatto, sono rimasta un po’ spaventata: i ragazzi erano, sebbene me lo aspettassi, molto esuberanti e vivaci. 

Con il passare delle settimane però ho iniziato a farci l’abitudine, a non farmi spaventare dalla confusione e soprattutto ad affezionarmi ai ragazzi (li ho sempre indicati con “i miei bambini del catechismo”). Le riflessioni personali, quelle in cui i ragazzi potevano esprimere loro stessi, sono sempre state la mia parte preferita, perchè per la prima volta conoscevo anche la parte vera di loro, non quello che volevano mostrare per essere accettati nel gruppo, ma uno spaccato della loro vita, della loro parte più personale e originale. Di certo non è stato semplice, ci sono stati incontri difficili, incontri da cui sono uscita un po’ scoraggiata e senza voce, però alla fine del percorso mi sento soddisfatta e spero di aver lasciato qualcosa ai ragazzi. Continuerò a vederli sicuramente, per il paese, all’oratorio, mi auguro si ricorderanno di questo anno e spero non vedranno in me solo “la catechista che è arrivata a gennaio e che ci ritirava i telefoni” (sono stata io infatti a realizzare l’odiatissima “scatola dei telefoni” in cui cercavamo di raccogliere tutti i cellulari all’inizio dell’incontro).  

Personalmente penso che considererò questa esperienza un’occasione importante anche per il mio percorso di crescita, in vista anche di ciò che vorrò fare in futuro. Gli incontri per quest’anno sono finiti, le sedie sono state finalmente riordinate, la scatola dei telefoni giace vuota nell’armadio, il microfono è spento… eppure nel mio cuore rimarrà l’inaspettata riflessione arrivata improvvisamente, il ritardo cronico dei più grandi, la gioia sui volti per le caramelle consegnate alla fine, la risata della ragazza più timida, l’abbraccio della serata finale.  

Non sappiamo se anche l’anno prossimo svolgeremo questo compito, ma, senza guardare al futuro, io mi chiedo come sarei ora se a gennaio non avessi deciso di intraprendere questo percorso.  

Elena 

Alcune osservazioni finali del nostro gruppo: 

Francesca: “Secondo me le attività erano molto belle e interessanti. Mi sono divertita molto, però c’erano molti ragazzi che non ascoltavano e disturbavano le varie attività. Nel complesso è stato molto interessante”. 

Davide: “A me è piaciuto quasi tutto tranne le ultime lezioni dove non ho capito assolutamente nulla (per colpa di certe persone), ma il resto mi è sembrato abbastanza inclusivo”. 

Alice: “Secondo me è stato bello e le attività che abbiamo fatto erano interessanti”. 

Matteo: “Io mi sono divertito però magari a volte potevamo comportarci meglio e forse sarebbe stato ancora più divertente”. 

Mattia, Tommaso, Andrea e Lorenzo: “Ci siamo divertiti molto e abbiamo imparato tante cose nuove.” 

Isabella Brambilla 4ALS, Elena Corti 3BLS