perché ci piacciono gli horror? l’attrazione delle persone per la paura controllata 

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Cinebachelet

15 dicembre 2025

Ormai da alcuni anni, si è sempre più diffusa anche in Italia l’abitudine per molti di festeggiare Halloween, con tutto il suo apparato di streghe, mostruosità e orrori vari. Ma ben prima che prendesse piede questa consuetudine, il gusto per racconti o film horror è sempre esistito. Da dove deriva questa attrazione che molti provano per ciò che fa paura? 

Ci possono essere diversi motivi per cui le persone amano gli horror. Alcuni apprezzano la sensazione di adrenalina che percepiscono, altri sono spinti dalla curiosità nei confronti dell’ignoto o dell’occulto, altri ancora, semplicemente, si appassionano particolarmente alla trama.  

Film horror e biochimica 

I neuroscienziati hanno individuato anche delle motivazioni psicologiche più profonde. La visione di film horror provoca reazioni biochimiche nel nostro corpo paragonabili a quelle generate da esperienze ad alta intensità, come gli sport estremi. Durante la proiezione di un film spaventoso, il cervello rilascia neurotrasmettitori come dopamina, endorfine e adrenalina. Questi ormoni non solo amplificano il senso di paura e suspense, ma inducono anche sensazioni di euforia, benessere e riduzione dello stress. 

‍Cosa succede se si guardano troppi film horror? 

Secondo gli esperti, guardare ripetutamente immagini violente e scene cruente ha un impatto negativo sul nostro cervello e sulla nostra salute. Stress, disturbi del sonno, ansia, sono gli effetti avversi più comuni. 

Tutti gli scopi dell’horror 

Gli horror come mezzo di distrazione 

Diversi studi hanno inoltre dimostrato la capacità degli horror sia di intrattenere e stimolare gli spettatori, sia di attivare alcune aree della nostra mente, mettendo a tacere le zone invece dedicate alla gestione di tutti i problemi quotidiani, del lavoro o della famiglia. In sintesi, gli horror sarebbero in grado di farci dimenticare in modo più efficace tutto ciò che di noioso e pesante affrontiamo ogni giorno, portando la nostra attenzione sulle intense emozioni primordiali, come la paura e l’orrore. 

Gli horror come valvola di sfogo 

Nella psicologia di chi guarda film horror, questo genere cinematografico puòdiventare inoltre una valvola di sfogo per tutti quei pensieri ed azioni inconsce che, fortunatamente, non possiamo esprimere o mettere in atto in prima persona.  

La cronaca nera e il desiderio di “capire” il male  

Il successo crescente del true crime e della cronaca nera – che sono forme reali di horror –  si può spiegare nel medesimo modo ed è dovuto all’attrazione esercitata dai casi di cronaca nera sulle persone. Il rischio di questo fenomeno sempre più popolare è però la desensibilizzazione alla violenza e l’innesco di un processo che porta alla mancanza di empatia tra le persone.                                                                                                                                                        Questo avviene quando una morte o una violenza accaduta, purtroppo, nella realtà, vengono percepite dai nostri cervelli come finzione. Dobbiamo perciò stare attenti a trattare con rispetto il dolore altrui, senza renderlo una merce da vendere e senza scambiarlo per puro intrattenimento.  

L’incapacità di distinguere il dolore e le morti reali da quelle finte, porta inevitabilmente le persone a fare commenti fuori luogo riguardo a fatti di cronaca nera, provocando dolore alle famiglie delle vittime. 

L’interesse per la violenza, in certi casi anche morboso, è un elemento intrinseco dell’uomo, ma è proprio per dare sfogo a questa inclinazione che esistono i film dell’orrore, che esiste la finzione.  

Il meccanismo psicologico dell’identificazione gioca un ruolo chiave. Nei racconti di cronaca nera, lo spettatore si immedesima nella vittima, nella sua fragilità, nel desiderio di giustizia. Ma anche nell’investigatore, simbolo di razionalità, dedizione e verità. Comprendere l’assassino diventa quindi uno studio sul male. 

Le persone sono affascinate dalla psicologia dell’assassino e usano lo schermo come un luogo sicuro per esplorare la parte più oscura e strana della natura umana. Questo interesse è spiegato dalla natura socievole ed empatica dell’uomo, il quale cerca costantemente connessioni con i suoi simili. Il nostro cervello, in particolare, non è in grado di accettare il “male puro”. Cerchiamo quindi una “storia” (un trauma infantile, una deviazione genetica, un’ingiustizia subita) che stia dietro allo scatenarsi della violenza, perché una spiegazione, anche se terribile, ci dà l’illusione di poter classificare e quindi controllare la minaccia. 

Gli horror come mezzo per “tornare bambini” e come ricerca dell’ignoto 

La visione di un film horror soddisfa poi la voglia, quasi infantile, di tornare a guardare il mondo con curiosità e timoreNon a caso, in molti film, si gioca proprio su alcune paure legate alla nostra infanzia, come il buio o i mostri, oppure legate all’ignoto ed a ciò a cui la scienza ancora non può dare risposta, come la vita dopo la morte. 

Gli horror come mezzo per dissacrare la morte 

La visione dei film horror è un tentativo, talvolta, di allontanare da sé il tema della morte, dissacrandolo e rendendo più maneggiabili e affrontabili le nostre paure. 

Horror come specchio delle paure collettive della società 

Negli horror, spesso, il “cattivo” e il “pericolo” hanno un significato simbolico, più profondo: servono da allegoria delle paure e ansie della società del tempo. Vediamo alcuni esempi di ciò.  

  • Dopoguerra e paura nucleare 

Nel secondo dopoguerra aleggia la paura, alimentata dalla Guerra Fredda, di una nuova bomba atomica, mentre si vedono ancora gli effetti catastrofici di quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Così, nel 1954, esce per la prima volta nelle sale Giapponesi GodzillaIl pericolo è rappresentato da un mostro gigante che lascia dietro di sé una scia di distruzione, che rade al suolo intere città davanti agli sguardi impotenti dei cittadini. 

  • Élite nascosta e manipolatrice 

La corruzione politica e più in generale il potere esercitato da una élite nei film viene spesso impersonificata dai vampiri: creature aristocratiche e raffinate, ma anche disoneste, potenti e riservate. Come nel celebre Dracula di Francis Ford Coppola, essi incarnano la paura nei confronti di classi dirigenti privilegiate e dominanti, percepite come “succhiatrici” di risorse. 

  • Post 11 settembre e terrorismo 

Dopo l’attentato alle Torri Gemelle dell’ 11 settembre 2001 nasce una nuova paura collettiva: il terrorismo. Questo nuovo timore è reso perfettamente da nuovi mostri molto simili all’uomo: gli zombie. 

Nella serie The Walking Dead la minaccia è l’uomo stesso e anche quelle poche persone rimaste, sono divise tra loro da sospetti insormontabili.  

  • Progresso scientifico incontrollato e tecnologia 

Con l’avvento di Internet e il progresso sempre più massiccio della scienza e della tecnologia, tra le persone inizia a diffondersi una nuova paura: quella di un progresso incontrollato, di creature e scoperte che diventano un pericolo per la stessa società che gli ha dato la vita. 

In particolare, l’etica contestabile degli esperimenti scientifici è rappresentata benissimo nel libro Frankestein, un grande classico tornato di moda negli ultimi anni, di cui è stata realizzata anche una versione cinematografica di genere horror nel 2025. 

Susanna Strigiotti 

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