Il giorno 30 ottobre le classi 2ALS, 3ALS, 3BLS, 4ALL, 4BLL, 4ALS, 4BLS hanno preso parte al Progetto “Teatro Fuori Porta”, ideato e condotto da un gruppo di attori che lavorano presso il Piccolo Teatro di Milano. Noi studenti abbiamo avuto l’occasione di prendere parte a delle lezioni-spettacolo che hanno l’obiettivo di promuovere e consolidare un “processo di avvicinamento e partecipazione ai linguaggi dello spettacolo dal vivo”, oltre che approfondire le figure di Antigone, Re Lear, Galileo e La Maria Brasca, i soggetti dei quattro interventi realizzati dagli attori nella nostra scuola.
L’incontro di due ore (i quattro interventi si sono svolti in contemporanea) è stato aperto con una breve contestualizzazione dell’opera che avremmo analizzato, nel caso di noi che scriviamo Antigone, già introdotta precedentemente dai professori promuoventi il progetto. Successivamente, ci siamo esercitati nella lettura di gruppo interpretando il coro. Durante un terzo momento sono stati scelti tra di noi alcuni studenti che avrebbero interpretato i personaggi principali del passaggio messo in scena. Noi delle classi 3ALS e 3BLS abbiamo approfondito tre testi basati sull’Antigone: quello originale di Sofocle; “Antigone in cattedra” di Alessandro Carnevali, ovvero una rivisitazione della tragedia in chiave scolastica; e una versione che puntava a criticare in modo velato, ma non troppo, il regime totalitario tedesco durante la Seconda guerra mondiale, cioè “Antigone” di Jean Anouilh.
“Antigone” è una tragedia di Sofocle,
scritta ad Atene durante il V secolo a.C.
La tragedia prende il nome dalla sua protagonista, Antigone, figlia di Edipo e Giocasta, sorella di Ismene, Polinice ed Eteocle. Alla morte del padre, Polinice ed Eteocle decidono di governare la città ad anni alterni, ma alla fine del primo mandato di Eteocle, egli si rifiuta di lasciare il trono al fratello. Polinice
allora attacca militarmente la città e, in seguito a uno scontro, entrambi i fratelli muoiono.
Mentre Eteocle riceve una sepoltura e viene celebrato come eroe della patria,
il fratello Polinice viene considerato nemico e il nuovo re, lo zio Creonte, proibisce la sua sepoltura. Antigone allora, spinta dall’affetto nei confronti del fratello, tenta per due volte di seppellire Polinice e, quando viene scoperta, viene punita ella stessa con la morte: viene infatti sepolta viva per il volere dello zio. Dopo la disperazione e il suicidio per la perdita di Antigone da parte del flgio di Creonte, Emone, innamorato della ragazza, anche la madre Euridice, moglie di Creonte, si toglie la vita. Creonte dunque ottiene come conseguenza dell’applicazione delle leggi la solitudine.
La composizione della tragedia si inscrive all’interno di una città, Atene,
nel mezzo della rivoluzione sofista:
per la prima volta la legge divina, considerata unica verità fino a quel momento,
viene messa in dubbio e “accantonata” dalla legge umana.
Antigone quindi è la rappresentazione teatrale dello scontro tra leggi scritte, leggi dello Stato
(il cosiddetto nomos positivo), incarnate da Creonte e leggi non scritte, leggi divine, della famiglia (la physis), rappresentate da Antigone stessa.
Abbiamo trovato la parte dedicata alle rivisitazioni quella più stimolante dell’incontro, poiché ci ha aiutato a individuare come ognuno di noi avrebbe agito se avesse ricoperto il ruolo di Antigone. Le opinioni erano varie e diverse, ma tutti concordavano sul fatto che la tragedia fosse in realtà più attuale di quanto appariva superficialmente. Grazie, infatti, alla rivisitazione scolastica abbiamo avuto occasione di immedesimarci completamente nel ruolo ricoperto da Antigone, ovvero una studentessa che rifiuta le ingiuste regole a lei imposte dal professore. La parte sicuramente più interessante e utile alla riflessione è stata proprio poter interpretare i personaggi e il coro. Grazie ai consigli degli esperti, noi studenti abbiamo tentato di calarci sempre di più nei nostri ruoli, recitando senza imbarazzo.
L’ultimo testo letto e analizzato è forse “meno” attuale e più difficile da ambientare, ma è di sicuro quello che più fa riflettere. Antigone è infatti dipinta come una giovane figura che con le sue azioni si dimostra contraria a ciò che Creonte rappresenta: il regime. Confrontandoci, comprendiamo quindi che l’autore Jean Anouilh in primis ricopre il ruolo di Antigone, esponendosi in modo implicito tramite la sua opera, portando i cittadini ad interrogarsi sul loro ruolo e su quello che sono disposti a fare. Una seconda riflessione molto attuale è quella proposta sul personaggio di Ismene. Apparentemente potrebbe sembrare un personaggio secondario e non rilevante: di lei sappiamo che provò a dissuadere Antigone dall’idea di seppellire il fratello e che non si fece mai avanti a differenza della sorella. A prima vista dunque Ismene potrebbe risultare un personaggio impaurito e codardo, tuttavia è in realtà uno dei personaggi più reali della tragedia. Tutti, molto spesso, di fronte ad un atto eroico che avviene siamo portati a pensare: ”Ma se fossi stato io nei suoi panni, avrei fatto anche io questa cosa? Avrei messo in pericolo la mia stessa vita per aiutare qualcuno, consapevole delle conseguenze?” Alla fine Ismene non è obbligata ad aiutare Antigone e sostenere la causa; è ben consapevole delle conseguenze che un gesto come quello di Antigone avrebbe avuto sulla sua vita. Ismene sceglie dunque di andare avanti, di vivere, anche se con il peso della perdita dei suoi fratelli. Ed è forse qui che si vede la sua forza, la capacità di scegliere ancora una volta la vita, dopo che questa ti ha presentato tanti dolori.
Per concludere questa nostra riflessione abbiamo deciso di intervistare ragazzi e ragazze che hanno assistito agli altri spettacoli proposti dal progetto:
“È stato un incontro molto particolare, visto che ci hanno parlato di Galileo Galilei in quanto persona, scienziato e filosofo, e non solamente in relazione alle sue scoperte. L’attore che ha tenuto la presentazione ci ha coinvolti subito nella sua narrazione, introducendo l’opera teatrale “Vita di Galileo” di Bertold Brecht, raccontandoci il periodo storico in cui viveva Galilei, un’epoca in cui era censurato tutto ciò che andava contro la dottrina cattolica, concentrandosi proprio sul come egli abbia continuato comunque le sue ricerche di nascosto. Ha collegato poi questo scenario con il presente, dove spesso abbiamo ancora paura a dire un’opinione contro il pensiero dominante. Dopo questo preambolo, è stata improvvisata una scena della “Vita di Galileo” con l’aiuto di alcuni studenti, alcuni volontari, altri un po’ meno. Vedere i nostri compagni improvvisare ed interpretare personaggi molto diversi da loro, è stato molto divertente e ci ha resi ancora più partecipi alla vicenda. Senza neanche saperlo, i nostri compagni di classe hanno messo in scena Galilei che spiegava il sistema eliocentrico ad Andrea, un bambino figlio di una domestica.
Con questo incontro molto diverso dal solito, non solo abbiamo avuto l’opportunità di conoscere altre sfaccettature di Galilei, ma anche di constatare come la sua viicenda ha ancora molto da insegnarci tuttora.” – 4ALS,
“La nostra classe ha avuto la fortuna di partecipare a una lezione drammatizzata che, con un approccio semplice e leggero, trattava il delicato tema dell’emancipazione femminile. L’intervento riguardava l’opera “La Maria Brasca” di Testori. Nella parte iniziale l’attrice ci ha esposto quella che è la storia del teatro a partire dall’antica Grecia, concentrandosi sul modo in cui sono state rappresentate le figure femminili nei secoli. In seguito abbiamo replicato alcune parti dell’opera interpretando noi stessi i personaggi. Ci ha molto colpito il modo inusuale di trattare il tema, ma anche la storia di questa donna che ha sfidato i pregiudizi, in un’epoca in cui le etichette che la società imponeva erano la cosa più importante. Ci è piaciuto molto anche come l’attrice del Piccolo sia riuscita a farci capire quanto questo tema sia ancora vicino a noi. Tramite “La Maria Brasca” abbiamo infatti potuto affrontare tematiche quali: le leggi sul matrimonio riparatore, il divorzio, la tutela degli stupri e dei femminicidi. Alcuni di questi aspetti a volte vengono tralasciati ed è stato interessante affrontarli. In generale per noi è stata un’esperienza interessante e coinvolgente.” – 2ALS
Beatrice Bargigli, Elena Corti

