Quest’anno, durante le ore di filosofia, ci siamo addentrati nel pensiero di uno dei filosofi padri della Chiesa: Sant’Agostino. La sua opera più celebre sono “Le confessioni”, ovvero un diario autobiografico e introspettivo in cui l’autore narra i momenti cardine della sua vita, fino alla sua conversione e in cui commenta passi della Genesi e delle sacre scritture. In particolare, i temi fulcro sono quelli del male e della dimensione soggettiva e intima del tempo.
Il filosofo racconta che ha combattuto atroci lotte interiori per tutta la sua vita, in quanto sostiene che l’anima umana è immersa nel peccato e in esso trova piacere.
Sulla scia di Agostino, vi offro di seguito una mia riflessione sul male, sulle sue origini e sull’impatto che ha sulla mia vita.
La tematica del male mi interessa molto e mi fa riflettere sul mondo che mi circonda, sulla società di oggi, sulle persone con cui ho a che fare ogni giorno e soprattutto su me stessa. Infatti, prima di dare uno sguardo all’esterno, preferisco guardare dentro di me per capire se il male è presente nella mia vita e se mi tocca direttamente o indirettamente.
Dopo un sincero esame di coscienza, sono giunta alla conclusione che in me il male è presente in grandi quantità, ma sono io stessa che riesco più o meno razionalmente e logicamente a controllarlo e a calmarlo.
Utilizzo il verbo “calmare” perché dal mio punto di vista il male non è altro che la forma fisica, l’incarnazione di emozioni e desideri negativi repressi, i quali dovrebbero invece soltanto essere ascoltati, compresi, aiutati e tranquillizzati.
Secondo me, infatti, senza pensare al “male grande” come le guerre, i reati, il razzismo… il male più semplice e vicino a noi è la mente stessa. Per questo motivo ho affermato in precedenza che il male in me è presente in grandi quantità: spesso faccio fatica a ragionare lucidamente perché mi lascio sopraffare da pensieri, paranoie, convinzioni sbagliate e giudizi che mi condizionano eccessivamente e mi portano a compiere azioni maligne nei miei confronti e nei confronti degli altri.
Per esempio, mi è capitato di trovarmi in situazioni in cui non volevo avere la compagnia di nessuno, neppure della mia famiglia o delle mie amicizie più strette, perché avevo questioni personali che non mi permettevano di vedere il buono e il bello intorno a me. Dunque, a causa del male che avevo dentro ho finito per allontanare e ferire le persone che più mi vogliono bene. O ancora, parlando in generale, si potrebbe far riferimento all’autolesionismo come espressione tangibile del male che deriva da una sofferenza interiore che non ha avuto altro modo per esprimersi.
Perciò, credo che l’origine del male risieda nel profondo della mente di ogni individuo: è parte delle persone, perché deriva dalle emozioni più negative e dai desideri più immorali.
Inoltre, considerando che sulla questione della creazione del mondo concordo con la scienza e non con la religione, penso che il male non abbia nulla a che fare con Dio, con le divinità, perché al contrario è solamente frutto di decisioni irrazionali e non meditate degli esseri umani.
Oltre a ciò, penso che la mente sia considerabile un “φάρμακον” (pharmakon), cioè veleno e antidoto. Questa antica espressione greca sottolinea la duplice valenza di una stessa sostanza (in questo caso la mente), che può essere al tempo stesso nociva e curativa e di conseguenza in essa risiede già intrinsecamente la soluzione a un problema.
Perciò, mi sento di poter affermare che qualora il male prenda piede nella vita di una persona, allora la responsabilità è univocamente della persona stessa (escludendo casi patologici).
Infatti, ogni essere umano ha le redini di sé stesso e delle sue azioni, ognuno ha le capacità per controllare la sua mente (ribadisco, escludendo casi patologici).
Le persone sono superiori alla mente, perché è quest’ultima che fa parte del corpo e non il contrario. La mente può essere il nostro più grande nemico così come il nostro più grande amico e per questo è necessario imparare a controllare le nostre emozioni e i nostri desideri, chiedendo aiuto se necessario, prima che si concretizzino in male.
Per concludere, concentrandomi sul male esterno ,quindi il “male grande” come le guerre, la violenza, l’odio, la criminalità… penso che questo derivi da desideri di potere, successo, grandezza, superiorità e ricchezza che non sono stati calmati dalla mente e che con il tempo hanno preso piede nella vita delle persone fino a sovrastare le loro ragionevolezza e volontà.
Tuttavia, essendo molto inesperta su questo argomento perché non l’ho mai vissuto sulla mia pelle e non ho mai provato dei desideri così maligni, non so se il fatto di fermarsi a riflettere, ritrovando la ragione possa o meno evitare che il male si impossessi delle persone.
Viola Molteni

