il bullismo manzoniano 

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La casa dei pensieri

15 dicembre 2025

Don Rodrigo, il celebre personaggio manzoniano, può essere definito un bullo? 

Antitesi 

Leggendo” I Promessi Sposi” ci si può imbattere in dialoghi, violenze e situazioni molto interessanti. Il primo dialogo del romanzo è quello tra don Abbondio e i bravi, in cui c’è la minaccia da parte di don Rodrigo nei confronti del curato. Potremmo essere tentati di vedere in questo episodio una questione politica: nel ‘600 vi erano diverse classi sociali e i più deboli erano vittime di soprusi da parte dei potenti; tutto ciò avveniva “normalmente” e quotidianamente. Questo atteggiamento non può quindi essere definito bullismo, poiché si sta parlando di prepotenza in ambito politico. 

Tesi 

Al contrario, io non la penso così. Il nome bullismo è stato introdotto da relativamente poco tempo nella nostra società, sicuramente nel ‘600 non veniva chiamato così, ma questo non vuol dire che non ci fosse. Semplicemente non gli veniva dato un nome, ma il bullismo si verificava eccome. Il dialogo tra Don Abbondio e i bravi ne è un esempio eclatante, inserito in un contesto diverso da quello dei nostri giorni. 

Confutazione dell’antitesi 

In ogni caso, questo atto non può essere giustificato con la questione politica. Facendo riferimento al testo si possono proprio trovare dei passi in cui è chiara la volontà di comandare e spaventare. Vi è anche una forte minaccia: un bravo dice: “Uomo avvertito… lei c’intende.” La minaccia è una caratteristica tipica e ricorrente del bullismo e del cyberbullismo, di solito utilizzata come mezzo al fine di ottenere ciò che tanto si desidera, oppure con lo scopo di non far rivelare l’atto. 

La minaccia di don Rodrigo è chiarissima: se si disubbidisce all’ordine la pena sarà la morte. Questo è quello che spaventa il povero signor curato e ciò che lo tormenta a partire da quel giorno. 

Conclusione  

Dunque, traendo le somme, da una attenta lettura dell’opera manzoniana si può subito notare il lato di bullo di don Rodrigo, il quale agisce per i propri scopi. Inoltre, non si può parlare di questione politica, perché vi sono numerosi passi del testo che sono riconducibili ad atti di bullismo, soprattutto la forte minaccia. Insomma, don Rodrigo è proprio il bullo del Seicento. 

Benedetta Filippini