epicuro –  il filo invisibile tra mente e corpo 

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La casa dei pensieri

15 dicembre 2025

Epicuro, filosofo greco del IV secolo a.C., è spesso ricordato come colui che ha messo al centro del suo pensiero la ricerca della felicità. Non una felicità fatta di abbondanza o di momenti spettacolari, ma una serenità stabile, raggiungibile attraverso l’equilibrio. Una delle sue idee più forti e sorprendenti è che il benessere mentale e quello fisico sono inseparabili. Nessuno dei due può esistere senza l’altro, perché mente e corpo sono in continuo dialogo, si influenzano reciprocamente. 

Questa intuizione, oggi, è più evidente di quanto non lo sia mai stata nel tempo. Gli effetti della salute mentale sul corpo sono visibili e spesso molto più intensi di quanto immaginiamo.  

Lo stress è uno degli esempi più evidenti. Quando siamo sotto pressione, infatti, il corpo reagisce come se fosse in pericolo. E mentre noi cerchiamo in tutti i modi di ignorare il nostro stato emotivo e di negarlo a noi stessi, o agli altri, il corpo ci ricorda della sua presenza. La pelle si irrita, possono comparire orticarie, mal di testa, tensioni muscolari, tachicardia… Anche l’ansia può prendere forma fisica: nausea, tremori, fiato corto. E quando il disagio mentale supera certi limiti, può trasformarsi in comportamenti che danneggiano direttamente il corpo: autolesionismo, disturbi del sonno, alimentazione caotica. In pratica, ciò che proviamo interiormente non resta mai “solo nella testa”: il corpo lo assorbe e lo rende visibile, descrivendo il nostro stato d’animo in un modo in cui noi non riusciamo spesso a ritrarre. 

Ma anche il contrario è vero: lo stato del corpo può modificare profondamente quello della mente. Un periodo di sedentarietà, per esempio, può farci sentire svuotati, demotivati, irritabili, quasi come se l’energia mentale si spegnesse insieme a quella fisica. Chi ha subito un infortunio serio sa quanto questo possa trascinare con sé frustrazione, ansia e sensazioni depressive: non potersi muovere, non sentirsi “capaci” come prima, percepirsi limitati… tutto questo non è solo fisico, è emotivo. In questi casi, il movimento, anche leggero, è uno dei modi più efficaci per spezzare questo circolo. 

Non a caso oggi l’attività fisica viene spesso proposta come parte delle terapie per ansia, depressione e stress. Non sostituisce percorsi psicologici o medici, ma li affianca con risultati tangibili. Muoversi stimola la produzione di serotonina ed endorfine, sostanze che migliorano l’umore e calmano la mente. È una sorta di circolo: quando ci muoviamo il corpo sta meglio, e quando il corpo sta meglio anche la mente si alleggerisce. È un equilibrio che Epicuro aveva intuito senza avere a disposizione né neuroscienze né psicologia moderna. 

Il punto che mi sembra interessante è che, pur vivendo a distanza di oltre duemila anni, continuiamo a confermare le sue intuizioni. Oggi più che mai ci rendiamo conto che prendersi cura di sé significa ascoltare entrambe le dimensioni: quella fisica e quella mentale. Non esiste davvero una separazione netta, perché ogni pensiero lascia un’impronta sul corpo e ogni condizione fisica lascia un segno sulla mente. La felicità, quindi, non è un traguardo astratto, ma un equilibrio delicato che si costruisce giorno dopo giorno, rispettando questo legame invisibile ma potentissimo. 

Epicuro, con la sua filosofia semplice e profonda, ci ricorda qualcosa che a volte dimentichiamo: siamo un’unica realtà, un intreccio continuo di emozioni, sensazioni, muscoli e pensieri. E solo quando mente e corpo si sostengono a vicenda possiamo davvero avvicinarci a quella serenità che, dopotutto, cerchiamo da sempre. 

Aya Ouadani