clara 

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15 dicembre 2025

Mai mi fu d’esser quanto credevan 

non m’era concesso a conoscer ‘l dio tuo… 

ego chiedeba pace dove gherra viveva 

lì giace. non è che ’l peggior nemico mio 

Però! s’è possibile, Ti consiglio a credere 

nel celeste, Qualcuno sopra ‘l mio capo. 

e io? son scrigno ermetico, m’è rischio perdere 

intorno alla testa stringe, serra un cappio. 

Sicché col’la pena che giace sul mio core 

non permette a vedere, non trova una cura 

io che mai ci riuscii; or iddio non m’è più ostile 

Veder ‘l sorriso Tuo mi fa creder a Q’alcosa. 

Or che T’ho vista, che m’hai mostrata la Via 

l’essere rischiarato, il cor dall’ignaro lenito… 

Vedo Dio. 

Ecco! Nel terreno nostro, pien di folla e di pazza, 

Non puoi ch’esser Tu! Dea di celeste e di norma.