Clara
Mai mi fu d’esser quanto credevan non m’era concesso a conoscer ‘l dio tuo… ego chiedeba pace dove gherra viveva lì giace. non è che ’l peggior nemico mio Però! s’è possibile, Ti consiglio a credere nel celeste, Qualcuno sopra ‘l mio capo. e io? son scrigno ermetico, m’è rischio perdere intorno alla testa stringe, serra un cappio. Sicché col’la pena che giace sul mio core non permette a vedere, non trova una cura io che mai ci riuscii; or iddio non m’è più ostile Veder ‘l sorriso Tuo mi fa creder a Q’alcosa. Or che T’ho vista, che m’hai mostrata la Via l’essere rischiarato, il cor dall’ignaro lenito… Vedo Dio. Ecco! Nel terreno nostro, pien di folla e di pazza, Non puoi ch’esser Tu! Dea di celeste e di norma.
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